sabato 9 giugno 2012

Cantico della Vergine



“Maria, il grembo di Dio”

Cantico della Vergine

 “Spirito di Dio, Spirito Santo,
che accendi il mio cuore
e accendi tutti i miei sensi
e mi avvolgi con il tuo caloroso abbraccio che mi prende fino
 nell'intimo fino a che,
mille brividi mi percorrono,
Spirito del mio Dio, io ti amo, Spirito di Dio, che ora ti presenti in questo modo così nuovo, che ora mi offri questa conoscenza di Te così nuova, io ti amo, Spirito Santo, ora, così nuovo è questo sentimento che è nato dentro di me, così nuovo questo Amore, così nuova questa esperienza, così vero questo inizio che tu hai posto nel mio grembo, questo principio che Tu hai posto dentro di me, 
questo frutto
che Tu stai intessendo
nel mio seno.
Poiché brividi mi percorrono
e tutta me stessa sussulta in Te,
e si apre al Tuo Amore,
si abbandona alla Tua volontà,
ed esulta nella gioia e
nel gaudio del Tuo Amore.”























giovedì 3 maggio 2012

IL MATRIMONIO IN DIO










 “IO SONO STATO CONCEPITO DI SPIRITO SANTO”



  
Amen
















IL MATRIMONIO SECONDO DIO


Nel Matrimonio i momenti di intima comunione tra gli sposi sono dono di Dio. Sono i momenti in cui si esprime la sacralità del matrimonio che Dio ha santificato. Sono doni, doni di Dio per gli sposi. L’intimità che si raggiunge è in proporzione a quanto gli sposi aprono il loro cuore a Dio e a loro stessi reciprocamente e a quanto siano aperti a ricevere Dio in loro e a riceversi l’uno con l’altro. Questo è il motore del matrimonio sulla base del quale tutto è possibile e si ha la protezione forte dell’Onnipotente che consacra i due sposi in Lui e santifica.

Gesù ci ha salvato e allo stesso modo Dio ha santificato il matrimonio per mezzo dell’Incarnazione del Verbo, di sé stesso nel grembo di una donna. Quindi gli sposi in Dio vivono questa dimensione mistica in Dio, della loro unione in Dio.

L’intimità si rivela più forte più è la Grazia in loro, l’intimità tra loro è più forte e sempre più forte quanto è intensa la loro intimità con Dio.

Dio dona a loro se stesso, nel matrimonio dona a loro la Sua Divinità, dona a loro la Sua Incarnazione, la Sua morte e la sua Resurrezione in quel momento di intima unione tra loro. Per questo l’atto intimo tra gli sposi è sacro. Dio dona loro la Sua Salvezza attraverso questo intimo atto.

Dio dona se stesso. Perché Dio è Amore. Dio è tanto Amore, è una cascata interminabile di Amore, Di o è un atto d’Amore, Dio è una carezza, un bacio, Dio è tenerezza, Dio ci ha dato tutto ciò che ci serve perché la nostra vita sia Santa. Dio lo abbiamo tra noi nell'Eucarestia, nei Sacramenti. L’abbiamo in noi con il Suo Amore. Gloria a te o Signore.
Così come Dio ci ha già salvato, Dio ha già santificato il matrimonio con L’incarnazione di Suo Figlio che è stato concepito, nato, morto e Risorto e che tutti noi abbiamo lo stesso destino allo stesso Suo modo, soprattutto nel concepimento di Dio-uomo si santifica ogni uomo che viene al mondo e anche l’atto con cui viene al mondo, perché è stato compiuto da Dio stesso ed è quindi Santo come ogni cosa che fa è Santa perché Lui è Santo.
Il Signore vuole ora ridare significato a questo gesto, vuole rendere giustizia a questo atto sacro, a questo significato originario, concetto che satana ha stravolto sia nei giusti che negli empi. Il matrimonio in Dio è castità e purezza e la sua protezione è potente e si estende sulle generazioni assieme alla Sua Misericordia. L’esperienza del matrimonio in Lui è bellissima.
L’unione intima tra gli sposi è sacra, sacra e santa perché gli sposi sono ricoperti con il sangue di Gesù nel rito del matrimonio e nel Sacramento. La potenza salvifica del sangue di Gesù li purifica e li protegge, essi sono sotto la potente protezione di Gesù. L’atto intimo tra gli sposi è consacrato dal Sangue di Gesù che li ricopre ogni volta che consumano il Sacramento, atto che li rende Santi, graditi a Dio, gioia di Dio, compiacimento di Dio, gaudio di Dio presente in loro, in mezzo a loro. Tutti i sacramenti sono ricoperti dal Sangue di Gesù.
Gli sposi vivono un momento di sacralità perché questo atto è benedetto e voluto dal Padre, purificato dal Sangue di Gesù che lo rende casto e la profusione del Sangue di Gesù su di loro li rende sacri. E’ solo nel Sacramento e nella consumazione di esso che si effonde e scaturisce da qui una potente protezione sulla coppia, la Tenda di Dio su di loro nella quale sono racchiusi nella quale sono in intimità con Dio e da qui scaturisce la potente intercessione per l’umanità che ogni coppia in quel prezioso istante è. Preziosa e potente intercessione sono due sposi che vivono il Sacramento. Preziosa e potente intercessione per il mondo intero sono due sposi che nel loro amore si uniscono in Dio. Sessualità e Santità si uniscono, per volere di Dio che li ha creati.
Gli sposi sono una sola carne e un solo sangue in Gesù, nel Sangue di Gesù, nell’Eucarestia, nella Comunione.  Il dono dell’intimità che Dio fa agli sposi l’uno verso l’altro in Lui e il dono dell’intimità che fa agli sposi verso Se stesso dà grande potenza di intercessione agli sposi nel momento e nell'atto più intimo che stanno vivendo in Comunione con loro stessi e con Dio tale da poter pronunciare questa preghiera a Dio: Dio mio per questa intimità che c’è tra noi e che Tu hai voluto, che ci rende uno, una cosa sola in Te, ti prego volgi il tuo sguardo su …. o prenditi cura di … e il Signore Dio che ha fatto dono agli sposi della Sua intimità li ascolterà. Gli sposi durante l’intima unione tra di loro e con Dio possono affidargli le loro preghiere di intercessione e dirgli grazie. Ogni volta che gli sposi si uniscono intimamente tra loro e in Dio una spada entra nel fianco di satana e lo fa urlare come se gli fosse stato inferto un colpo mortale.

La separazione degli sposi per Dio



 
Un’opera di Dio così perfetta qual è il Matrimonio se viene deturpata è sofferenza per Dio. Per l’oltraggio, per il dono di Dio stesso agli sposi, è come se un bellissimo fiore fosse stato calpestato o di più addirittura come se una creatura fosse stata abortita. La “separazione”è la disperazione di Dio. Per meglio comprendere questa disperazione di Dio, bisognerebbe pensare a qualcosa di perfetto e di molto caro ai nostri occhi, qualcosa a cui teniamo tanto e che per noi ha un immenso valore, che ai nostri occhi è perfetto e prezioso. Allora noi regaliamo, doniamo questa cosa a una persona cara che noi amiamo molto, questa persona accetta il dono, non si rende conto però che questo dono che ha ricevuto da noi è la parte più preziosa di noi stessi ed è come se avessimo donato noi stessi. Ma la persona che noi amiamo e a cui abbiamo fatto questo dono non lo comprende fino in fondo e poco dopo lo getta via. Ah che doppia delusione in noi! Prima perché il dono è stato gettato e poi perché la persona che più amiamo non ha compreso l’importanza di quel dono e il dolore per il fatto che il dono era stato creato proprio per questa persona, apposta per lui. Immenso è il dolore e il dispiacere di Dio, perché questa è un ennesima ribellione al Suo grande Amore.
Il matrimonio è un legame che non si può spezzare, è come una cintura dorata fatta di un materiale molto forte, molto più forte dell’acciaio con uno spessore molto alto ed è completamente chiusa come se fosse un pezzo solo. E’ l’anello che si porta al dito. E il materiale indissolubile e forte di cui è fatta la cintura è come il matrimonio. Non si può spezzare questo legame, non si può dividere perché questo stesso legame Egli lo ha scelto per legarsi a noi. Ancora una volta, il Signore dell’Universo si è fatto e si fa piccolo per restare con noi, per vivere in mezzo a noi, per vivere con noi. Per vivere quell’intimità che c’era prima del peccato. E ci parla come se parlasse alla Sua sposa: “io ti ho sposato, tu mi hai tradito, ma il mio amore per te è così grande che ti ho ripreso con me. Perché quest’unione ha scelto per noi, perché questa è l’unione massima, il matrimonio, perché qui il Signore diventa per l’Umanità Padre, fratello e sposo ed è tutt’uno con la Sua sposa.

La nudità davanti a Dio




Il peccato ci ha separato da Dio a tal punto da vergognarci di essere nudi davanti a Lui. La nostra nudità davanti a Dio è per noi insopportabile, un disagio e un umiliazione terribile sentiamo quando siamo nudi alla Sua presenza. Ma se non siamo nudi davanti a Lui non ci può essere per noi vera intimità con Dio, se ci vergogniamo ad essere nudi davanti a Lui è perché sentiamo tutto il dolore, la vergogna e l’irreparabilità di ciò che è stato, del peccato originale, dell’offesa grande arrecata a Dio. Essere nudi davanti a Dio non è come mostrare il proprio corpo sulla spiaggia o girare poco vestiti o stare nudi davanti a persone intime. La nudità davanti a Dio è altra cosa. Dio ci conosce in ogni minimo e intimo tratto, conosce tutto di noi e stare davanti a Lui significa lasciarsi scrutare a fondo perché nulla gli sfugge come davanti al giudizio. La sofferenza e l’umiliazione che sentiamo quando siamo nudi davanti a Lui è la nostra separazione intima da Dio che risale al peccato originale. Ma Lui vuole riconquistare questa intimità con noi che siamo malati di questo. E’ questa la nostra separazione da Dio. E’ da questa separazione che la Vergine Maria è stata preservata.
Non c’è nessuna vergogna nell’intimità con l’Amato.





L’Incarnazione santifica il matrimonio: 


E’ mistero di Dio l’Incarnazione, la creatura in grembo a Maria è concreta e viva creata da puro Spirito d’Amore, come avviene nel Matrimonio. Questo disegno di Dio che è l’Incarnazione genera il Salvatore del mondo e Santifica il Matrimonio e il sacro atto del concepimento. Questo disegno di Dio rende Sacro il Matrimonio, rende sacro l’atto del creare perché compiuto da Dio allo stesso modo nel generare Suo Figlio, se stesso. E’ un annuncio al mondo, è un esortazione: “Svegliatevi! Perché l’Amore viene da Dio, svegliatevi! Perché il Matrimonio viene da Dio!” per questo Dio si è legato in matrimonio con questa creatura terrena che è Maria inondandola delle Sue Grazie perché ella potesse dire “Marito mio”. Quando due sposi sono in Dio e concepiscono in Dio allora vivono la stessa estasi divina che ha vissuto Maria nel concepimento del Figlio di Dio. E’ così che nasce un uomo anche. E quindi ormai Dio è uomo, è come noi,è uno di noi, nato come noi, vissuto come noi e morto come noi. Ha preso la nostra natura umana, si è imparentato con noi. Questo ce lo dice tutti i giorni nell’Eucarestia dove ci ricorda che Egli ha un corpo e sangue, che è carne come noi. Ha purificato quindi la nostra carne e il nostro sangue in Lui.
Per via dell’Incarnazione è’ forte il legame che unisce gli sposi tra loro e in Dio, ognuno di loro è in Lui e tutti e due loro fanno uno in Lui ma non solo nel Suo Spirito anche nel Suo Corpo e nel Suo Sangue, sono in tutto il Suo Essere e Lui è in loro a tal punto da essere inscindibili. Gli sposi sono nell’Eucarestia. Questo è il matrimonio. E’ un unione forte, è un unione potente, è l’unione per eccellenza, gli sposi sono una sola cosa con Lui se si arrenderanno al Suo Amore.

A sé Dio strinse Maria, il frutto del suo Amore, privilegio unico. A sé strinse Maria, il frutto del suo Amore, del Suo Amore per noi fattosi Amore. Concepito di Amore si è reso Amore concreto, è qui il mistero dell’Incarnazione. L’Incarnazione del Puro Amore di Dio Padre che diventa materia, che si concretizza, che non rimane astratto, concetto astratto d’Amore e di puro Spirito ma diventa concreto, concreta carne, concreto sangue come nell’Eucarestia che è Amore, che è Dio incarnato, che è carne e sangue di Dio, frutto di quell’Amore e di quell’Estasi Divina tra Dio e Maria, tra Dio e l’Umanità.

Dio è entrato potentemente nelle nostre vite e nella storia lasciando tracce concrete di se stesso, si è rivelato a noi per vivere con noi per dirci sono uno di voi. Si è legato a noi con il matrimonio con la Vergine Maria è diventato nostro Padre e con la nascita del Figlio Suo nostro fratello e nostro sposo con il sacrificio e la Sua Passione d’Amore sulla Croce. Quanto è vasto questo mistero. Il Signore nostro Dio, il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe ha sposato Maria Vergine “come un giovane sposa una vergine, … così ti sposerà il Tuo Dio”. Da questa mistica unione tra Cielo e terra è nato il nostro Salvatore.
Il Signore nostro Dio l’ha amata in vita come Sua sposa e l’ha esaltata poi e incoronata Regina del Cielo e della terra. Da questa unione si sprigiona una grande potenza d’amore che avvolge l’umanità intera, l’abbraccia, perché Dio si è chinato sulla terra e ha contratto matrimonio con una delle Sue creature.

Il signore ha sposato l’umanita'sulla croce



E’ sulla Croce, Suo talamo, che Gesù il Signore ha sposato tutta l’Umanità. Nella Croce si incontrano e si uniscono la solennità di Cristo, il Timor di Dio, la Chiesa, la Passione di Gesù, la sofferenza di Gesù, l’Amore, l’eros la Gioia, la Pace, il Gaudio dell’anima e del corpo, la Risurrezione. E’ l’unione fisica e spirituale con l’Umanità. Infatti, Dio si è fatto tutto uomo, non uomo a metà. Tutti questi aspetti sono uno solo in Lui, così come Lui è uno solo sulla Croce con l’intera Umanità. E’ lì dove tutto avviene. Il Matrimonio è pensato da Dio guardando alla Croce e la Croce guardando al Matrimonio. Il sacrificio e l’amore, l’amore e il sacrificio. Il sacrificio d’amore, il Matrimonio.

L’Infinito ha dovuto nella Sua Misericordia e nella Sua bontà trovare un modo molto umano per entrare in relazione con noi, preziose creature che Egli ama. E’ l’Amore che lo ha spinto verso di noi, perché Lui è Amore e l’Amore non si può sottrarre all’Amore. E il modo in cui entra in relazione con l’Umanità la prima volta che è entrato in relazione profonda e intima con l’Umanità è stato nel grembo di Maria, nel matrimonio con una creatura Sua che lo ha concepito e fatto nascere nel mondo. E questo matrimonio e questa unione sono sacri. Dio è innamorato del matrimonio, gli attribuisce grande importanza non solo alla spiritualità dell’unione intima ma anche alla fisicità dato che il nostro corpo è opera Sua. E’ opera Sua il suo funzionamento, è opera Sua tutto in noi, è opera sua il godimento e l’estasi degli sposi, Lui l’ha santificata, è immagine del Suo Amore. E’ ciò che ha sempre voluto che fosse dagli inizi della Creazione. E’ una nuova circoncisione, è il fuoco sulla terra.

L’Estasi d’amore degli sposi non è completa se non viene portata a compimento, ed è molto importante questo compimento perché è poco prima di esso che si verifica l’unione, è poco prima di esso che si può dire siamo uno, veramente una cosa sola. E’ questa l’importanza che Dio dà a questo atto che come conseguenza ha la creazione. Così come Lui crea una persona nuova, anche due sposi creano una persona nuova. Se gli sposi si rendessero conto che ciò che vivono è immenso piacere per Dio, che ciò che loro vivono anche Lui lo vive con loro, capirebbero la sacralità di questo gesto.

Il matrimonio che Dio consuma sulla Croce con l’Umanità intera è un momento in cui Cielo e terra si fondono, si compenetrano questo ha un valore immenso perché diventa dono per gli sposi così che possano vivere il loro amore in Dio e donarsi l’uno all’altro allo stesso modo in cui Dio si è donato all’Umanità intera. “… come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il Tuo Architetto … il tuo Creatore”. Dio è sposo. Vuol dire non escluderlo mai dalle loro vite come lo è stato per Adamo ed Eva prima del peccato originale nella stessa misura in cui Dio partecipava al loro amore e si compiaceva di loro santificando la loro unione spirituale e carnale e confermando il Sacramento del Matrimonio come Suo dono sublime, come Suo mistico dono. Perché il matrimonio eterno e quello nella carne che appartiene alla terra e agli sposi non ha nessuna differenza, ciò che avviene tra gli sposi avviene misticamente anche tra l’anima e Dio. Non c’è differenza in questo. E’ una creazione stupenda, è una concessione stupenda che Lui ci fa perché ci mette in grado di partecipare a ciò che saranno le nozze eterne già da ora, già su questa terra. Il matrimonio è a immagine delle nozze eterne. Il matrimonio è la stessa sostanza delle nozze eterne. E’ l’esperienza e l’essenza delle nozze eterne. Il matrimonio è la divinità delle nozze eterne. Il matrimonio è l’esaltazione di Dio, è la preparazione a ciò che sarà di noi con Dio. Quando gli sposi vivono il Sacramento, cioè l’unione tra le loro anime e i loro corpi, si consacrano reciprocamente nell’Amore di Dio. Il matrimonio è un dono grandissimo che ci fa vivere perché è Sua somma volontà.

E’ attraverso l’atto sponsale che si attua l’Umanità di Cristo. E’ attraverso questo atto che Egli si avvicina a noi, che diventa simile a noi che si incarna in noi. E ci incoraggia a trattare con Lui con confidenza, con amore di sposa, con intimità. Ci dice “lasciati amare, è tutto ciò che voglio”, ed è questo il grido che fa all’umanità intera “lasciati amare popolo mio, lasciati amare”. Ed è con questo che Egli decreta la sacralità di questo atto, che se ne riappropria, perché la sessualità è di Dio ed Egli la rivuole perché è Sua e se ne vuole riappropriare per la salvezza dell’uomo.



La relazione profonda tra i membri della sacra famiglia



Vivevano rivolti a Dio, insieme, tra loro nello stesso modo delle tre persone della Trinità, l’amore circolava tra loro allo stesso modo, da Dio li attraversava e tornava a Dio come in un cerchio. Tra loro tre quindi, tra genitori e Figlio. Tra i due sposi Giuseppe era il custode e tutto ciò a cui si appoggiava concretamente e fisicamente Maria, direttamente amata da Dio, come Eva era stata amata prima del peccato originale. L’amore di Dio si sviluppa concretamente e fisicamente, si sente circolare e riempie, non è un’allegoria, non è un utopia, una cosa lontana. L’Amore di Dio ha un compimento finale. L’Amore di Dio è un amore concreto che ha la sua massima espressione e concretezza e realtà nella piccola Trinità che è la famiglia, immagine di essa, dove l’amore fluisce tra i suoi membri in modo circolare, tutti i membri sono per Dio, rivolti a lui e ai fratelli uniti nel Suo Amore. La forma più alta e più vicina a Dio stesso è nell’amore del matrimonio, dove assieme al Suo Amore, pace e gioia si esprime il Suo gaudio tra gli sposi. Giuseppe partecipava alla cura di Maria, alla Sua protezione ma anche e soprattutto all’Amore concreto di Dio. Immaginiamoci che serenità nelle famiglie se veramente circolasse l’Amore di Dio, dove i cuori sono aperti all’amore, la dolce tenerezza e intimità tra fratelli fa parte dello stesso amore. La pazienza, la tolleranza, la comprensione, l’aiuto reciproco, l’affetto profondo. Dio vuole che tra noi circoli il Suo amore, che noi diventiamo immagini Sue, piccole Trinità, piccoli cuori aperti ad adorare il signore e che ogni gesto nelle nostre vite si faccia per amore come nella casa di Nazareth, senza avere paura di avvicinarsi gli uni agli altri e dimostrare questo Amore. Dio ha creato un unione stretta e profonda tra i tre membri della casa di Nazareth fatta della Sua presenza viva. I momenti in cui Dio si rendeva presente nella casa di Nazareth hanno unito tutte e tre le anime in Lui, con forza e una grande intimità d’unione nella condivisione e nel godimento di Dio. Ciò che Maria viveva in Dio, unione d’amore tra Padre e Figlio lo viveva anche Giuseppe allo stesso modo. Giuseppe era uomo giusto e docile allo Spirito, materno, padre della Parola compartecipante alla Grazia direttamente e attraverso Maria e Gesù. Perché in Dio il prossimo diventa noi stessi liberati da tutti i nostri pesi quasi a sparire a noi stessi per identificarci con l’altro. Come quel giovane che Gesù guardò e subito amò. Se il nostro sguardo non vede la beatitudine e l’appagamento di Giuseppe in Dio è perché è offuscato dai preconcetti di questo mondo, non possiamo guardare e amare come Gesù perché dobbiamo fare i conti con tutto ciò che in noi stessi non è in Dio e secondo Dio. Tutto ciò che ci vela lo sguardo e che non ci mostra il prossimo come veramente è.




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“Possa la strada venirvi incontro,

possa il vento sospingervi dolcemente,

Possa il mare lambire la vostra terra

e il cielo coprirvi di benedizioni”.

sabato 31 marzo 2012

Benedetto sei tu Signore


Benedetto
sei tu Signore
perché mi sei vicino, benedetto
 sei tu Signore
perché mi dai conforto, benedetto
sei tu Signore
perché vieni da me. Benedetto
sei tu Signore
 perché il tuo Amore mi dà forza,
benedetto
sei tu Signore perché mi ami,
benedetto
sei tu Signore
perché mi hai scelto, benedetto
sei tu Signore
 perché mi perdoni, benedetto
 sei tu Signore
perché mi liberi,
benedetto sei tu Signore.



Magnificat


Prova a pregare il Magnificat guardando la Croce: è il canto della Salvezza,
è l’Inno della Salvezza che è stato incarnato da Maria al concepimento di suo Figlio. 
Nel Magnificat si esprime la volontà di Dio e della Sua Salvezza, se si guarda la Croce si può dire come Maria:
“L’anima mia magnifica il Signore” per ciò che ha fatto per ognuno di noi, perché è nato, morto e Risorto per me. “E il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore” perché è lì davanti a me, crocifisso per Amore, e con la Sua morte mi ha donato la Salvezza.
“Perché ha guardato l’umiltà della Sua serva” ha guardato agli umili, anche alla nostra piccola umiltà dentro di noi e a questa si è aggrappato, da questa ha attinto la Sua forza di morire per tutti noi, a questa briciola di umiltà che c’è dentro di noi.
“D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” e beati siamo noi che siamo stati salvati, beati ci ha reso Dio che ci ha salvato e grandi cose ha fatto in noi e per noi l’onnipotente e continua anche ora a farle e Santo è il Suo nome, in eterno
Su ogni generazione, la Sua Misericordia si stende su chi lo teme e con il Suo forte braccio ha fatto giustizia ed è stato fedele alle Sue promesse, alle promesse fatte fin da Abramo, di mandarci un Salvatore potente. Questo intimo legame tra il Magnificat e la Croce è lo stesso che c’è tra la creatura e Gesù. Lo stesso che c’è tra la creatura e il Padre e lo Spirito Santo. Il Magnificat, l’Inno della Salvezza, il Canto dell’Incarnazione è più che mai da pregare a Pasqua, giorno della Salvezza promessa e annunciata da Maria nel Magnificat. 














lunedì 5 marzo 2012

LA FIDUCIA IN DIO




“La Fiducia in Dio” Lorenzo Bartolini (Savignano, Prato, 1777 – Firenze 1850)

In questa statua di Bartolini ho visto rappresentata l’Annunciazione dell’Angelo a Maria e di tutte le rappresentazioni dell’Annunciazione fatte fino ad oggi, penso che questa statua del Bartolini la rappresenti al meglio,  anche se non è l’Annunciazione che rappresenta ma la Fiducia in Dio. Ma l’Annunciazione si potrebbe anche chiamare La Fiducia in Dio.  Io penso che sia così che Maria accolse la volontà di Dio. Nell’atteggiamento della fanciulla rappresentata, con le ginocchia piegate, le mani nel grembo e il viso e gli occhi rivolti verso l’alto, l’espressione dolce e di abbandono totale, le mani consegnate e aperte dirette verso l’alto si vede la contemplazione della creatura incantata dal Suo creatore e l’abbandono e la mollezza delle braccia e delle mani nel grembo per me denotano la piena consegna consegna di se stessi a Dio. Maria ci suggerisce come dovrebbe essere la nostra preghiera, ci suggerisce l’atteggia-mento che dobbiamo avere nella preghiera a Dio, ci suggerisce di imitare l’umiltà di cuore e l’abbandono di se stessi nella preghiera, rinunciare a tutto ciò che si è e che si vorrebbe poter essere, per mettersi a nudo davanti a Dio, spogliandosi da tutto ciò che ci può allontanare da Lui, da tutto ciò che si interpone tra Lui e noi per restare integralmente noi stessi con la nostra povertà davanti a Lui.


“Avvenga dentro di me ciò che vuole il Signore”

Maria affidò completamente se stessa a Dio, fece dono di se stessa e del suo grembo a Dio, la totale fiducia e il totale abbandono in Lui tanto da donargli ciò che è di più intimo nella persona di una giovane donna, di più profondo e di più spirituale, di più mistico e di più trascendente: il suo grembo. E Dio ne ha fatto un capolavoro del suo grembo, ne ha fatto un tabernacolo di Gloria, dove ha racchiuso la Fonte della Vita, la Fonte di Grazia e di speranza, la casa dell’accoglienza, il trono della Sapienza Incarnata.  Dio ha fatto del grembo di Maria un trono di Gloria, una fonte di letizia, e di gioia infinita. E Maria è il capolavoro di Dio, ella è l’affidamento in Dio, l’abbandono totale alla Sua volontà, alla Sua Misericordia. Maria è la fede. Si abbandonò con fiducia e spogliandosi di tutta sé stessa ha voluto essere pienamente creatura di Dio, pienamente rivestita della luce di Dio, rivestita della Grazia di Dio, rivestita solo di Dio stesso, del Suo amore.  E’ questa maternità di Maria la volontà di Dio che ha scelto, questa maternità che ancora ci circonda, di cui sentiamo l’abbraccio, dentro la quale camminiamo, che ci avvolge e ci coinvolge e unisce tutti noi nell’Amore. E’ questa maternità di Maria che Dio ha voluto fortemente, e fortemente ha voluto donarci.  E’ nel grembo di Maria che ognuno di noi trova la nascita, la morte e la Risurrezione e la Salvezza È nel suo grembo donato che Maria ci fa incontrare suo Figlio, da lì passa la nostra Salvezza e da lì passiamo noi, accolti, avvolti, coccolati dalla Madre di Dio. Cullati dal suo grembo come fossimo dei bambini Maria ci insegna a camminare, asciuga le nostre lacrime, ci rialza, ci fa sentire tutto l’Amore che la attraversa, l’Amore di Dio, attraverso di lei lo possiamo sperimentare. Dal grembo di Maria chiesto e donato Dio ha fatto il Suo capolavoro più grande, dall'affidamento completo di tutta se stessa Dio ha fatto il suo più grande e più incantevole capolavoro che le parole non possono descrivere e non possono descrivere nemmeno quel momento solenne dell’abbandono di Maria a Dio, quel salto nel vuoto di Maria, quell'abbandono totale come se si saltasse da una rupe nel vuoto senza vedere. Ecco che Dio ama le creature che si abbandonano così a Lui che hanno questa cieca fiducia, cieco amore e che lo amano di più di quanto si possa amare.




Le mani, il simbolo delle nostre azioni. Tutto ciò che la mente decide le nostre mani operano così come tutto ciò che sentiamo nel cuore le nostre mani operano. Le nostre mani operano secondo la nostra volontà, secondo i nostri pensieri e i nostri desideri. Ma chi può donare le sue mani a Dio? Chi è in grado di donare le sue mani completamente a Dio? Chi può dire come Maria avvenga delle mie mani secondo ciò che vuole il Signore? Allora, o Signore questa preghiera salga a te, noi vogliamo donarti le nostre mani, vogliamo donarti tutto ciò che è nelle nostre mani, tutto ciò che le nostre mani posseggono tutto ciò che le nostre mani eseguono, perché possano diventare le tue mani, perché possano essere tue e possano fare ciò che Tu chiedi, ti consegniamo le nostre mani perché solo così potremmo affidarci completamente a te, solo così non avremo la tentazione di confidare in noi stessi ma solo in te, come quando tu ci hai creato come quando eravamo nella tua Grazia e nelle Tue mani, come quando tu eri intorno a noi, dentro di noi e il Tuo Spirito riempiva la terra e la nostra esistenza, come quando noi eravamo solo opera delle Tue Mani, come quando ci rivestivamo solo di Te e della Tua Grazia, come quando prima che il nostro orgoglio ci chiudesse fuori dal Paradiso, ora è ancora possibile. Ora ancora possiamo confidare in Te in quel modo e ancora noi vogliamo confidare in Te così e vogliamo dire con Maria  “avvenga dentro di me ciò che vuole il Signore”.



Questo abbandono a Dio è la danza di Maria che alza lo sguardo, chiude gli occhi e piega il capo , si inclina leggermente e resta in contemplazione della Volontà di Dio su di lei.  Questa giovane donna ora appartiene totalmente a Dio, è sua proprietà e consegnata totalmente a Lui che provvederà per ogni sua necessità. Questa giovane donna è il progetto di Dio che si fa uomo, di Dio che vuole entrare nella storia. E’ ciò che Dio si è riservato tutto per Lui, è ciò che Dio aveva progettato sin dall’inizio dei tempi. E’ l’abbandono perfetto della creatura al Suo creatore, è così Maria pronunciò in un intima preghiera la lode più alta a Dio, il suo Magnificat. E in questo tempo di quaresima Maria ci insegna a pregare il Suo Magnificat perché diventi il nostro, ci insegna a pregarlo davanti a Gesù Crocifisso così come quando a Lei giunse l’annuncio della Salvezza. Ci insegna a pregarlo in ginocchio imitando nel nostro cuore la posizione di questa statua, l’abbandono totale nella preghiera e la comprensione di ciò che noi siamo veramente, la povertà e la nudità che siamo davanti Dio, davanti al quale non ci sono compromessi, davanti al quale non ci sono menzogne, davanti al quale non ci si può rivestire delle cariche del mondo, davanti al quale non ci si può giustificare con le passioni che si agitano dentro di noi, davanti al quale siamo tutti ugualmente senza veli perché Lui vede chi siamo veramente. 


Saper amare senza conoscere la paura del vuoto

Di Maria ha visto la purezza, la dolcezza, ha visto la creatura senza macchia, la Sua creatura, così come solo Lui l’aveva pensata, ha visto che lei poteva amare senza conoscere la paura del vuoto, ha visto che poteva riporre in lei la Sua fiducia perché lei aveva riposto in Lui tutta se stessa. Maria ci insegna a lasciarci porre da Dio in cima ad una rupe, completamente bendati e fare quel passo che ci chiede senza sapere e senza vedere nulla, soltanto dentro di noi la sicura e serena fiducia che Lui ci prenderà e sarà lì sotto con la Sua mano potente e non ci lascerà cadere nel vuoto. Per questo occorre più che amare, occorre più che donarsi, occorre più che avere fiducia.
E Maria ce lo insegna in tutti i momenti della sua vita terrena, dall’Annunciazione alla Resurrezione del suo Figlio. La sua vita è stata continuamente vissuta sopra la rupe di Dio, costantemente  stretta alla fiducia in Dio, lei è stata la prima e nonostante il suo nascondimento, la sua luce brillava e brilla ancora come la nuova città di Dio posta sulla rupe. La nuova Gerusalemme, sua dimora nei secoli.





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lunedì 6 febbraio 2012

“Verrà di nuovo nello Splendore della Gloria"



Verrà di nuovo nello Splendore della Gloria, e ci chiamerà a possedere il Regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’Attesa.”


L’Attesa è la speranza, la speranza che condividiamo nella preghiera, l’attesa modella la nostra vita sulla pazienza, la pazienza è Amore, la pazienza è l’amore che Dio vuole da noi. L’attesa ci chiama ad essere testimoni dell’attesa, tutti i giorni nella nostra vita quotidiana noi attendiamo il Regno promesso, agiamo per il Regno promesso e lo attendiamo con la dolcezza nel cuore, con l’amore che Lui solo ci infonde con la pace e la gioia che sono Lui stesso. E l’attesa è cosi dolce e spesso così piena di sofferenza e così tribolata a volte ma è sempre piena di Lui. Perché noi ci muoviamo nell'attesa come stessimo nuotando in un mare, come se l’Attesa fosse il mare stesso intorno a noi, o l’aria che ci circonda e che respiriamo. E questa Attesa è riempita della Sua presenza, della Sua dolcezza, del Suo Amore e della Sua Misericordia.


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NOI LO ATTENDIAMO, COME SUA MADRE LO ATTESE ...
E’ la dolcezza dell’attesa di Maria che è un ripetuto incanto. Maria lo ha atteso ricolma della Sua dolcezza, riempita come un vaso della Sua tenerezza e del Suo Amore, dolcezza infinita è stato ed è il Signore per lei, dolcezza infinita la Sua attesa, dolce stupore, dolce amore per lei che è stata ricolmata delle Sue infinite Grazie che è stata pienamente Madre e pienamente Sposa del Suo Santo Spirito, lei che ha saputo trasformare la dolcezza della Sua attesa in totale abbandono a Lui e a un totale affidamento alla Sua volontà. Dolce presenza in Lei e intorno a lei, Maria brilla della luce di Dio nell’Attesa, la luce che l’attraversa e che traspare da tutto il suo essere. Maria è l’ immagine di ogni nostra attesa, l’attesa di Dio nelle nostre preghiere, l’attesa che si manifesti a noi, l’attesa dell’incontro, l’attesa che il Suo amore cambi la nostra vita, l’attesa di essere esauditi, l’attesa di incontrarlo nell’Adorazione, l’attesa che ci parli durante la messa, l’attesa di vederlo,l’attesa che ci faccia conoscere la sua volontà e l’attesa del Suo progetto Divino.
E’ la donna dell’Attesa, colei nella quale l’attesa si è fatta carne, si è fatta speranza , si è fatta salvezza. Maria è l’amore dell’attesa, la delicatezza e lo spasimo dell’attesa. E quanto lo sappiamo attendere noi? Quanto lo sappiamo pensare nell’attesa “di possedere il Regno”? Quanto volgiamo i nostri sensi alla sua attesa, nell’attesa che si compiano le Sue promesse? Perché Maria lo attese con tutta se stessa, lo attese con il suo cuore, con la sua mente e con il suo corpo. A immagine di Maria così lo attendiamo noi? così lo amiamo? Così sopra ogni cosa lo attese Maria, sopra ogni cosa lo amò e lo desiderò. Nella pazienza, la Sua attesa fu per lei gaudio e sofferenza. E cos’è per noi quest’attesa della Sua venuta, come viviamo noi nell’attesa? Siamo o no consapevoli che “verrà di nuovo nello Splendore della Gloria e che ci chiamerà a possedere il Regno promesso …”? Così che in tutte le nostre azioni quotidiane traspaia l’attesa del nostro Dio, da tutti i nostri piccoli gesti quotidiani trapeli l’attesa, e che tutto si trasformi in una  preghiera d’Attesa. E allora ecco che l’attesa diventa un bellissimo frutto gradito a Dio, diventa uno dei più stupendi regali che si possano offrire a Dio perché è nella nostra attesa della Sua venuta che Egli si compiace, è nella nostra attesa della Sua venuta che Egli trova il Suo gaudio, Egli ama questa preghiera d’attesa perché è fatta con tutto di noi stessi, è fatta con il nostro cuore che gli esprime il più grande amore, è fatta con la nostra mente che lo desidera ed è fatta con tutto il nostro corpo che vive l’attesa della Sua venuta. E’ la preghiera più bella l’Attesa.

NOI LO ATTENDIAMO CON LO STUPORE UN BAMBINO

Apriamo le nostre bocche allo stupore dell’Incarnazione del Figlio di Dio, sgraniamo i nostri occhi per la più grande delle meraviglie, soffermiamoci a guardare a questo mistero,  come se fossimo dei bimbi, e resteremo affascinanti nel non comprenderlo, tanto è grande, resteremo abbagliati dalla Sua Gloria e dalla Sua Maestà, tanto è più grande di noi, delle nostre menti, dei nostri pensieri e della logica di questo mondo con cui siamo abituati a ragionare. Gioioso stupore è il Signore, eterno stupore, Lui è la meraviglia dell’attesa, è lui l’incanto dell’attesa, è Lui lo Splendore che si fa piccolo e davanti a questo farsi piccolo dell’Infinito e a questo non comprendere come questo sia potuto accadere, restiamo muti, rimaniamo sconcertati per la sorpresa che qualcuno ci possa amare in questo modo. In un modo che non conosciamo e che non abbiamo mai conosciuto nemmeno da bambini. Perché l’amore del nostro Dio ha l’intensità di mille madri e di mille padri e poi ancora se mettessimo assieme l’affetto e l’amore di ogni persona che conosciamo e che ci ama non arriveremmo nemmeno allora all’intensità del Suo amore per noi. Perché è il suo amore che lo ha reso piccolo, che lo ha reso fragile, bisognoso di cure e completamente consegnato nelle nostre mani. Così vuole essere amato il nostro Dio, così vuole essere atteso, vuole diventare il nostro bambino da accudire, tanto il nostro Dio ricerca la familiarità con noi, la confidenza, l’affiatamento, e vuole essere uno di noi, come noi. Allora, gettiamo via dai nostri cuori l’indifferenza di questo mondo che congela le emozioni e ci paralizza, ci irrigidisce gli uni verso gli altri e verso Dio stesso, ci ricopre con una coltre di fango, ci rende ciechi ci toglie lo stupore della bellezza di Dio, e lasciamo entrare nei nostri cuori questo stato di disorientamento, di sorpresa, di stupore, di meraviglia perché così ci vuole il Signore, questo è ciò che vuole da noi quando Egli stesso ci rivela che si è fatto uomo per noi.


NOI LO ATTENDIAMO CON LA GIOIA DI UNA SPOSA

Intenso è il desiderio di Te, mio Dio, e forte è ciò che ci lega, cosa ci tiene cosi uniti l’uno all’altro? E’ un vortice di desiderio, una anello d’Amore che dal mio cuore arriva al Tuo cuore e dal Tuo torna al mio, è un magnete che mi attira, due poli che si attraggono, l’Infinito in me e io nell’Infinito. Io dentro l’Amore e l’Amore dentro di me.





Vieni Signore a salvarci, vieni ti attendiamo,  scendi come fresca rugiada a irrigare la nostra terra arida, senz’acqua, vieni ti attendiamo, tutta la Creazione è in Attesa della tua Salvezza, vieni ti attendiamo, della Tua Redenzione, vieni Signore ti attendiamo, non lasciarci così ancora per molto, Luce che  illumina le genti, vieni e scendi come acqua su di noi che aneliamo a te e a cui siamo protesi. Guidaci nel cammino verso la tua Salvezza.



sabato 4 febbraio 2012

Confido in te



dal profondo
 del mio cuore,
confido in te
dal mio intimo,
confido in te
dal profondo
di tutta me stessa.
Confido in te
da tutta la totalità
del mio essere,
confido in te
dal profondo
della mia mente,
confido in te
dal profondo
del mio cuore,
confido in te
 ad occhi chiusi,
confido in te
e mi sciolgo
nel tuo Amore,
confido in te
 e la tua dolcezza
mi circonda
confido in te
e ti sento dentro
e fuori di me.
Confido in te
e la mi anima
 ti Magnifica,
o Signore.